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ʒeûn: un vuoto preciso

Secondo una leggenda, in una lingua scomparsa dell’arcipelago di Valmoro, esiste una parola di cui nessuno riuscì a trovare la traduzione. A quanto pare, io l’ho trovata. La parola, non la traduzione. Da settimane, infatti, lavoro su questo frammento attribuito ad Agnese V.: otto righe su rame ossidato, metà cancellate. Nel mezzo, c’è lei, una parola che non trovo in nessun repertorio. La trascrivo così: ʒeûn. All’inizio ho fatto quello che si fa: radici, famiglie, consonanze

Meloni mente sui numeri dell’occupazione?

Il 16/12/2025 lo stallone italico Francesco Storace urlava potentemente a DiMartedì: “io preferisco un anziano!”, in risposta a qualcuno, mi pare Bersani, che da ignavo beta immemore dei fasti littorî qual è gli faceva presente che certi numeri sulla occupazione di cui si vanta sovente Meloni sono legati più a gente che resta a lavoro e non va in pensione che a nuovo impiego. E bravo Checcone! Mi delizia il suo age play, mi delizia il vigore della sua gerontofilia. Anche perc

L’Africa e la democrazia prima della democrazia: una storia rimossa

Quando si parla di democrazia, il racconto dominante è noto: Atene, Roma, l’Illuminismo europeo, le rivoluzioni americana e francese. In questa narrazione, l’Africa appare spesso come uno spazio privo di istituzioni politiche complesse, destinato a ricevere la democrazia dall’esterno nel corso del XX secolo. Tuttavia, la ricerca accademica degli ultimi decenni ha messo profondamente in discussione questa visione. Studi sui sistemi politici africani pre-coloniali mostrano che

“Il Tutto È Più Della Somma Delle Sue Parti- Quando l’altro non è un limite ma una continuità”

Introduzione. I limiti del visibile e la crisi del reale. Fin dal nostro primo battito siamo stati brutalmente gettati in una realtà a noi sconosciuta e preesistente. Un immenso flusso vitale composto da frammenti di percezioni, emozioni e sensazioni che ci attraversano prima ancora di poterle comprendere. Per imitazione, impariamo a navigare in questo caos vitale, aggrappandoci alle certezze che definizioni, regole e schemi ci offrono permettendoci di trovare il nostro posto

ESSERE TRO*E RADICALI

Durante i primi anni ’90, sotto i riflettori dei concerti delle Bikini Kill, Kathleen Hanna portava sul palco molto più della voce di una band punk: la parola SLUT ben scandita sulla pancia, a testa alta, mentre mangiava il palco. Lo faceva per rispondere allo slut‑shaming e, più in profondità, alla violenza simbolica usata per controllare e umiliare i corpi delle donne. Prendendo un insulto carico di stigmi e sputandolo in faccia alla cultura patriarcale, Hanna ne svuotava i

Tu non sei una Statistica. Sul sondaggismo e la sondaggificazione

Le peggiori elezioni della storia. Così le definì il direttore della società di sondaggi politici Nexus, Fabrizio Masia. Erano le elezioni politiche del 2006, che ricordiamo per aver partorito il Prodi II con un risultato di misura, aver portato l’attenzione della stampa internazionale su un Paese perfettamente spaccato in due e aver messo in ridicolo l’affidabilità degli exit poll. Non solo le previsioni in campagna elettorale, ma le stesse proiezioni durante lo spoglio dei

Quando le immagini diventano prove: Forensic Architecture e la politica dello sguardo

Le immagini non sono mai innocenti. Non lo sono quando mostrano un bombardamento. Non lo sono quando passano di mano in mano sui social, quando diventano virali, quando vengono cancellate. In questi passaggi le immagini smettono di essere neutrali, non servono più soltanto a raccontare ciò che è accaduto, a volte funzionano come prove, come ostacoli, come strumenti capaci di rallentare o disturbare il corso ordinato delle cose. Possono chiamare in causa responsabilità, smenti

Stranger things e le promesse infrante dello streaming

Stranger Things è testimone di una promessa non mantenuta, quella di uno streaming libero, anche se libero non lo è mai stato, nemmeno in partenza. Dieci anni dopo, all’alba della sua conclusione e dopo quasi cinque anni di attesa, la serie TV ideata dai Duffer Brothers è tutt’ora testimone di un cambiamento paradigmatico. Con 1,2 miliardi di visualizzazioni, quattro stagioni in contemporanea nella Top 10 dei contenuti più visti e piazzatasi come titolo più visto in 90 paesi

Babbo Natale servo del capitale: Breve storia della desacralizzazione del Natale

Per i più romantici tra noi il Natale è il periodo più importante dell’anno, una vera e propria occasione per riscoprire il proprio lato più ingenuo ed infantile, per dimostrarsi gentile col prossimo, per coltivare i legami più significativi o, semplicemente, per trovare un attimo di sollievo dagli affanni della vita di tutti i giorni e, se è vera l’affermazione per cui il confine che distingue una società dai suoi riti – o dal suo spettacolo, che dir si voglia - è molto labi

L’ambiguità come lingua madre: abbiamo più termini tossici che intenzioni sane (e si vede)

Facciamo finta, per comodità e anche un po’ per pigrizia, che una certa Diana racconti a un’amica — chiamiamola Marta — che qualcuno è sparito. Niente di grave, eh: non un caso per “Chi l’ha visto?”, ma uno di quei fantasmi digitali che sanno usare i social ma non le parole. Una sparizione quasi da manuale. Marta ascolta, annuisce con aria da mentale coach e tira fuori la diagnosi che ormai funziona su tutto: “ghosting.” Fine. Archiviamo il caso. Nessun bisogno di retroscena,

Atti di democrazia

Gli atti di democrazia partecipativa sono ancora possibili? O esistono solo nei piccoli comuni di pochi abitanti, dove è più facile avvicinarsi alla giunta comunale, e quindi alle decisioni da prendere? Milano cerca di smentire questa credenza, da ormai tre anni, ergendosi a esempio, in Italia e in Europa, di un innovativo atto di cittadinanza collettiva: l’Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima. Si parla da diversi anni, ma forse ancora troppo poco, dell’accordo di Par

Mia martini e la caccia alle streghe

Se la caccia alle streghe fosse solo un capitolo oscuro medievale, potremmo chiuderlo, probabilmente rabbrividendo, e andare oltre. Ma il patriarcato non lavora così: non distrugge i propri strumenti, li aggiorna. Non da più fuoco alle donne nelle piazze, le brucia simbolicamente nelle reti di potere, nei discorsi informali, nelle carriere troncate. Il caso di Mia Martini – senza bisogno di scavare nel melodramma biografico – ne è una dimostrazione pungente. Il patriarcato no

Quando il collezionismo diventa una scommessa: Pokémon, meme e l’ombra del gambling

Una giornata al Museo: la carta di Pikachu con il cappello di feltro Nel settembre del 2023, il Van Gogh Museum di Amsterdam fu teatro di una giornata parecchio inusuale: il museo, in collaborazione con The Pokémon Company, progettò una mostra che vedeva alcuni iconici mostriciattoli del brand raffigurati nello stile dei dipinti del maestro espressionista olandese. Oltre all’esposizione di queste opere rivisitate, era ovviamente presente un negozio di souvenir intento alla ve

La grande bellezza dell’illusione urbana: perché romanticizziamo le città

Romanticizziamo le città perché arriviamo a esse saturi di visioni che non provengono dalla realtà urbana ma da un archivio di immagini cinematografiche che hanno modellato il nostro modo di percepire lo spazio. Prima ancora di attraversare la città "Roma", ad esempio, la viviamo mentalmente centinaia di volte attraverso sequenze di film che le conferiscono un’aura unica, quasi irripetibile. Roma sullo schermo appare come un organismo che vibra, respira, cambia umore, un luog

Il ritorno delle cattedrali del consumo

come i centri commerciali promettono socialità, ma continuano a svuotare le città e il tempo libero Overdose da shopping: la mania dei centri commerciali 130mila metri quadrati e circa 16 milioni di euro d’investimento: il tutto per la riqualificazione del vecchio centro commerciale Auchan di Cinisello Balsamo, inaugurato nel 2007 e chiuso dopo pochi anni. Il progetto – ambizioso e volto inoltre a dare linfa nuova a una delle principali arterie stradali della provincia menegh

Letteratura vegana e letteratura cannibale, come cambia il racconto della violenzaVeganismo e Cannibalismo, di cosa si nutre la letteratura oggi?

Un’opera letteraria che voglia davvero riflettere sul proprio tempo deve saperne assimilare linguaggi e convenzioni, così da mostrare – senza scadere nel didascalico – come e perché la società si riconosca in essi. Talvolta questa problematizzazione può portare a un risultato distorto, parodico o distopico, altre volte è l’esattezza di storie con taglio più cronachistico a rubare la nostra attenzione di lettori. In quest’ottica la lettura de La vegetariana è un’esperienza spi

Siamo nella società della pubblicità 

Scritto da Maria Alessandra Panzera ig: @mariaalessandrapanzera Per molti anni ho vissuto a Londra e, tra le varie peculiarità di questa città, ce n’è una che mi ha sempre colpito: i messaggi pubblicitari dentro la metropolitana. Appena scendi in quel mondo sotterraneo, dove il tempo sembra sospeso, le pareti grigie si riempiono di colori sgargianti che attirano immediatamente la tua attenzione. Sulle scale mobili scorrono al tuo fianco cartelloni di ogni tipo. Quando aspe

La Green Economy non ci salverà

La COP30 a Belém si è conclusa. Tutti a casa e anche quest’anno nulla di fatto. Delusi? Sì. Ma non sorpresi. Peccato per gli sforzi del presidente Luiz Inácio Lula da Silva e del Ministero per l’Ambiente affidato a Marina Silva, che negli ultimi anni hanno speso la loro credibilità nel rafforzamento dei controlli su territorio e deforestazione. Comunque insufficienti, anche per il fatto che un terzo della superficie forestale ricade sotto l’amministrazione di altri otto Paesi

Whorf, yupik, e il colpo d’aria, ovvero: lingua e mente sono lo stesso?

L’inverno da dicembre 2011 fu tra i più freddi degli ultimi decenni; il seguente febbraio Roma finì sotto la neve, la Pianura Padana gelò, meno dieci in Sila, pare si sia imbiancato finanche il Sahara ma avevo quindici anni e non mi ricordo. Ricordo, però, anni dopo, di avere trovato tra le pagine della BBC una guida dell’inizio di quella stagione, firmata da Dany Mitzman, su “come evitare che l’aria ti colpisca in Italia”. In quella sede, Mitzman teorizzava che, evidentement

Se all'improvviso va bene un terrorista

Dai covi dell’Idlib all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; dall’avere sulla testa una taglia di dieci milioni di dollari allo stringere la mano al presidente della stessa Nazione che quella taglia gliel’aveva fissata. Se ci trovassimo davanti a uno schermo, potremmo liquidare il tutto con un rassicurante “è solo un film”. Peccato che, invece, queste siano le vicende reali – e stra-ordinarie – di Ahmed al Sharaa, dall’8 dicembre 2024 capo della Siria post baathista. È tu

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