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La Cerniera

Il giorno della comparsa della cerniera più di un quarto dei dipen denti della borsa si era licenziato. Dopo due giorni gran parte delle cop pie fatte e finite avevano richiesto le carte per il divorzio. Dopo una set timana il tasso dei suicidi si era alzato del 7,06%. La felpa invisibile: sul settimanale di Key Biscayne la chiamavano così. Frammenti di notizie scorrevano nella mia mente mentre ero fer mo, in piedi senza maglietta, davanti allo specchio. Il freddo a pizzicar

Manuale di riproduzione impossibile

Lino finisce il negroni, “Saverio, un’altro”. “Arrivo” Saverio gli fa un cenno con la mano, “e non urlare, ci sento”. Con tutti i soldi che ti ho dato dovresti farmi una sega omaggio ogni volta che entro in questo locale di merda, pensa, vaffanculo. “Oi bro, non è possibile!” Giova arriva tutto impallidito come una pastiglia di xanax scaduto “fra, una fessa, è letteralmente una fessa”. “Allora!”, Saverio spalanca le braccia, “la finiamo di urlare”. “Scusaci, lo sai che è un d

888

L'888 simboleggia una profonda connessione con le energie dell'universo. Chi vede questo numero spesso è sul punto di fare una svolta significativa nella propria vita, sia dal punto di vista finanziario che professionale o personale. L'888 incoraggia l'azione, la fiducia in se stessi e l'apertura alle opportunità. Sul sasso dipinto d’oro c’era scritto se mi hai trovato, c’è una sorpresa in arrivo per te. Cerca il significato del numero 888. Stava nascosto in un angolo del co

ʒeûn: un vuoto preciso

Secondo una leggenda, in una lingua scomparsa dell’arcipelago di Valmoro, esiste una parola di cui nessuno riuscì a trovare la traduzione. A quanto pare, io l’ho trovata. La parola, non la traduzione. Da settimane, infatti, lavoro su questo frammento attribuito ad Agnese V.: otto righe su rame ossidato, metà cancellate. Nel mezzo, c’è lei, una parola che non trovo in nessun repertorio. La trascrivo così: ʒeûn. All’inizio ho fatto quello che si fa: radici, famiglie, consonanze

Meloni mente sui numeri dell’occupazione?

Il 16/12/2025 lo stallone italico Francesco Storace urlava potentemente a DiMartedì: “io preferisco un anziano!”, in risposta a qualcuno, mi pare Bersani, che da ignavo beta immemore dei fasti littorî qual è gli faceva presente che certi numeri sulla occupazione di cui si vanta sovente Meloni sono legati più a gente che resta a lavoro e non va in pensione che a nuovo impiego. E bravo Checcone! Mi delizia il suo age play, mi delizia il vigore della sua gerontofilia. Anche perc

L’Africa e la democrazia prima della democrazia: una storia rimossa

Quando si parla di democrazia, il racconto dominante è noto: Atene, Roma, l’Illuminismo europeo, le rivoluzioni americana e francese. In questa narrazione, l’Africa appare spesso come uno spazio privo di istituzioni politiche complesse, destinato a ricevere la democrazia dall’esterno nel corso del XX secolo. Tuttavia, la ricerca accademica degli ultimi decenni ha messo profondamente in discussione questa visione. Studi sui sistemi politici africani pre-coloniali mostrano che

“Il Tutto È Più Della Somma Delle Sue Parti- Quando l’altro non è un limite ma una continuità”

Introduzione. I limiti del visibile e la crisi del reale. Fin dal nostro primo battito siamo stati brutalmente gettati in una realtà a noi sconosciuta e preesistente. Un immenso flusso vitale composto da frammenti di percezioni, emozioni e sensazioni che ci attraversano prima ancora di poterle comprendere. Per imitazione, impariamo a navigare in questo caos vitale, aggrappandoci alle certezze che definizioni, regole e schemi ci offrono permettendoci di trovare il nostro posto

ESSERE TRO*E RADICALI

Durante i primi anni ’90, sotto i riflettori dei concerti delle Bikini Kill, Kathleen Hanna portava sul palco molto più della voce di una band punk: la parola SLUT ben scandita sulla pancia, a testa alta, mentre mangiava il palco. Lo faceva per rispondere allo slut‑shaming e, più in profondità, alla violenza simbolica usata per controllare e umiliare i corpi delle donne. Prendendo un insulto carico di stigmi e sputandolo in faccia alla cultura patriarcale, Hanna ne svuotava i

Tu non sei una Statistica. Sul sondaggismo e la sondaggificazione

Le peggiori elezioni della storia. Così le definì il direttore della società di sondaggi politici Nexus, Fabrizio Masia. Erano le elezioni politiche del 2006, che ricordiamo per aver partorito il Prodi II con un risultato di misura, aver portato l’attenzione della stampa internazionale su un Paese perfettamente spaccato in due e aver messo in ridicolo l’affidabilità degli exit poll. Non solo le previsioni in campagna elettorale, ma le stesse proiezioni durante lo spoglio dei

Quando le immagini diventano prove: Forensic Architecture e la politica dello sguardo

Le immagini non sono mai innocenti. Non lo sono quando mostrano un bombardamento. Non lo sono quando passano di mano in mano sui social, quando diventano virali, quando vengono cancellate. In questi passaggi le immagini smettono di essere neutrali, non servono più soltanto a raccontare ciò che è accaduto, a volte funzionano come prove, come ostacoli, come strumenti capaci di rallentare o disturbare il corso ordinato delle cose. Possono chiamare in causa responsabilità, smenti

Stranger things e le promesse infrante dello streaming

Stranger Things è testimone di una promessa non mantenuta, quella di uno streaming libero, anche se libero non lo è mai stato, nemmeno in partenza. Dieci anni dopo, all’alba della sua conclusione e dopo quasi cinque anni di attesa, la serie TV ideata dai Duffer Brothers è tutt’ora testimone di un cambiamento paradigmatico. Con 1,2 miliardi di visualizzazioni, quattro stagioni in contemporanea nella Top 10 dei contenuti più visti e piazzatasi come titolo più visto in 90 paesi

Babbo Natale servo del capitale: Breve storia della desacralizzazione del Natale

Per i più romantici tra noi il Natale è il periodo più importante dell’anno, una vera e propria occasione per riscoprire il proprio lato più ingenuo ed infantile, per dimostrarsi gentile col prossimo, per coltivare i legami più significativi o, semplicemente, per trovare un attimo di sollievo dagli affanni della vita di tutti i giorni e, se è vera l’affermazione per cui il confine che distingue una società dai suoi riti – o dal suo spettacolo, che dir si voglia - è molto labi

L’ambiguità come lingua madre: abbiamo più termini tossici che intenzioni sane (e si vede)

Facciamo finta, per comodità e anche un po’ per pigrizia, che una certa Diana racconti a un’amica — chiamiamola Marta — che qualcuno è sparito. Niente di grave, eh: non un caso per “Chi l’ha visto?”, ma uno di quei fantasmi digitali che sanno usare i social ma non le parole. Una sparizione quasi da manuale. Marta ascolta, annuisce con aria da mentale coach e tira fuori la diagnosi che ormai funziona su tutto: “ghosting.” Fine. Archiviamo il caso. Nessun bisogno di retroscena,

Atti di democrazia

Gli atti di democrazia partecipativa sono ancora possibili? O esistono solo nei piccoli comuni di pochi abitanti, dove è più facile avvicinarsi alla giunta comunale, e quindi alle decisioni da prendere? Milano cerca di smentire questa credenza, da ormai tre anni, ergendosi a esempio, in Italia e in Europa, di un innovativo atto di cittadinanza collettiva: l’Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima. Si parla da diversi anni, ma forse ancora troppo poco, dell’accordo di Par

Mia martini e la caccia alle streghe

Se la caccia alle streghe fosse solo un capitolo oscuro medievale, potremmo chiuderlo, probabilmente rabbrividendo, e andare oltre. Ma il patriarcato non lavora così: non distrugge i propri strumenti, li aggiorna. Non da più fuoco alle donne nelle piazze, le brucia simbolicamente nelle reti di potere, nei discorsi informali, nelle carriere troncate. Il caso di Mia Martini – senza bisogno di scavare nel melodramma biografico – ne è una dimostrazione pungente. Il patriarcato no

Quando il collezionismo diventa una scommessa: Pokémon, meme e l’ombra del gambling

Una giornata al Museo: la carta di Pikachu con il cappello di feltro Nel settembre del 2023, il Van Gogh Museum di Amsterdam fu teatro di una giornata parecchio inusuale: il museo, in collaborazione con The Pokémon Company, progettò una mostra che vedeva alcuni iconici mostriciattoli del brand raffigurati nello stile dei dipinti del maestro espressionista olandese. Oltre all’esposizione di queste opere rivisitate, era ovviamente presente un negozio di souvenir intento alla ve

La grande bellezza dell’illusione urbana: perché romanticizziamo le città

Romanticizziamo le città perché arriviamo a esse saturi di visioni che non provengono dalla realtà urbana ma da un archivio di immagini cinematografiche che hanno modellato il nostro modo di percepire lo spazio. Prima ancora di attraversare la città "Roma", ad esempio, la viviamo mentalmente centinaia di volte attraverso sequenze di film che le conferiscono un’aura unica, quasi irripetibile. Roma sullo schermo appare come un organismo che vibra, respira, cambia umore, un luog

Il ritorno delle cattedrali del consumo

come i centri commerciali promettono socialità, ma continuano a svuotare le città e il tempo libero Overdose da shopping: la mania dei centri commerciali 130mila metri quadrati e circa 16 milioni di euro d’investimento: il tutto per la riqualificazione del vecchio centro commerciale Auchan di Cinisello Balsamo, inaugurato nel 2007 e chiuso dopo pochi anni. Il progetto – ambizioso e volto inoltre a dare linfa nuova a una delle principali arterie stradali della provincia menegh

Letteratura vegana e letteratura cannibale, come cambia il racconto della violenzaVeganismo e Cannibalismo, di cosa si nutre la letteratura oggi?

Un’opera letteraria che voglia davvero riflettere sul proprio tempo deve saperne assimilare linguaggi e convenzioni, così da mostrare – senza scadere nel didascalico – come e perché la società si riconosca in essi. Talvolta questa problematizzazione può portare a un risultato distorto, parodico o distopico, altre volte è l’esattezza di storie con taglio più cronachistico a rubare la nostra attenzione di lettori. In quest’ottica la lettura de La vegetariana è un’esperienza spi

Siamo nella società della pubblicità 

Scritto da Maria Alessandra Panzera ig: @mariaalessandrapanzera Per molti anni ho vissuto a Londra e, tra le varie peculiarità di questa città, ce n’è una che mi ha sempre colpito: i messaggi pubblicitari dentro la metropolitana. Appena scendi in quel mondo sotterraneo, dove il tempo sembra sospeso, le pareti grigie si riempiono di colori sgargianti che attirano immediatamente la tua attenzione. Sulle scale mobili scorrono al tuo fianco cartelloni di ogni tipo. Quando aspe

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