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888

  • Immagine del redattore: tentativo2ls
    tentativo2ls
  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

L'888 simboleggia una profonda connessione con le energie dell'universo. Chi vede questo numero spesso è sul punto di fare una svolta significativa nella propria vita, sia dal punto di vista finanziario che professionale o personale. L'888 incoraggia l'azione, la fiducia in se stessi e l'apertura alle opportunità.


Sul sasso dipinto d’oro c’era scritto se mi hai trovato, c’è una sorpresa in arrivo per te. Cerca il significato del numero 888. Stava nascosto in un angolo del corridoio, in mezzo alla moquette blu. L’ho visto uscendo dalla sala 1, il cinema deserto, solo me, i miei amici, e il sasso dorato. L’ho raccolto, e mi sono sentita dorata anch’io. È venuto a casa con me, ed è stato posizionato nella libreria in salotto, scaffale a sinistra, altezza spalle, ancora vuoto.


Ho iniziato ad attendere la mia sorpresa. Accanto a lui, dopo un paio di mesi, è arrivata una fiches rossa e bianca, un 50 un po’ scolorito in mezzo, sei piccoli dadi incisi lungo i bordi.


A capodanno mi hanno insegnato a giocare a black jack, non a soldi però, avrei perso tutto. Lui mi guardava dall’altra parte del tavolo, mentre un ragazzo ubriaco faceva cadere le fiches impilate con cura dalla sua fidanzata, e io ricambiavo gli sguardi. Una fiches è volata per terra e l’ho raccolta, è entrata nella tasca della mia giacca senza che nessuno se ne accorgesse, e poi ho dormito insieme a Lui, ma non è successo nulla. La mattina dopo mi ha salutata con una stretta di mano, la fiches è rimasta nella mia tasca ed è tornata a casa con me.

Niente sorpresa.


Tra i due oggetti, si è infilata presto una stella di metallo a quattro punte. Tra due c’è un’ampia fessura, simile a quella all’altezza del mio petto.


Non so a cosa serva, e non lo sapevo neanche quando è arrivata a tutta velocità contro la gamba della mia sedia, e le mie dita l’hanno tirata su da terra e fatta scivolare nella borsetta, prima che qualcun altro la vedesse. Chi l’aveva lanciata la stava cercando, fra i tavolini del bar, in mezzo alle aiuole, un’altra ragazza gli dava del coglione, forse era il pezzo mancante di qualcosa. Il respiro si è fatto piccolo mentre si avvicinavano, ma non ci hanno chiesto nulla. L’ho mostrata ai miei amici quando ce ne siamo andati, fiera di quell’oggetto misterioso, e del biglietto che avevo lasciato sul tavolino, sotto al posacenere. Speravo che Lui lo trovasse, l’avevo guardato tutta la sera, dal primo al terzo giro di drink.


L’ha trovato. Davanti a due caffè ho creduto nell’arrivo della mia sorpresa. Ma non era ancora il momento. Sullo scaffale, settimane dopo, si è appoggiata una banconota piccola, piccolissima, 500 euro delle dimensioni del mio polpastrello.


Eravamo in auto, io e Flavia, insieme a tre ragazzi appena conosciuti, curve in strada a massima velocità, adrenalina fresca. Poi facevamo il corso a piedi, avanti e indietro, Flavia dietro di me, Lui vicino, mi teneva per mano, ha visto il pezzetto di carta per terra e me l’ha preso, ridendo. Gli altri continuavano a camminare, e noi due ci siamo fermati.


Più tardi ho detto a Flavia che, quando ci siamo baciati, non ho sentito nulla. Non sono sicura fosse questa la sorpresa che stavo aspettando. Lo scaffale è meno vuoto, io di più. Un frammento di puzzle bianco si aggiunge alla collezione. Si è incastrato tra i miei passi, lungo la strada dall’università a casa mia.


Era solo, non poteva attaccarsi agli altri pezzi, l’ho attaccato a me. Gli angoli spigolosi mi pungevano la pelle attraverso la tasca posteriore dei jeans; iniziava a farmi male, ma lo tenevo lì, e pensavo che Lei quel giorno mi aveva guardata per più di un secondo, e magari, se fossi riuscita a parlarle di nuovo, avrei avuto la mia sorpresa.


Ma i bordi pizzicavano troppo, e allora il frammento si è avvicinato alla stella di metallo in libreria. Non era l’incastro giusto. L’ultimo arrivo è una pietrina azzurra, vetro levigato dal mare, profuma ancora di sale e dell’aria fresca che c’è di notte in spiaggia.


Eravamo saliti sulla torretta di legno dove stanno i bagnini di giorno, io guardavo le lingue d’acqua spumosa posarsi sulla sabbia, Lui aveva altro in mente.


Le onde continuavano a infrangersi sulla riva, e io continuavo a non sentire nulla.

Accostando al gruppo di ricordi la pietra opaca, penso che i numeri angelici sono una stronzata, e che l’angolino ancora vuoto sullo scaffale mi disturba. A riempire lo spazio, qualche giorno dopo, è una nuvoletta in quarzo rosa, con una piccola ammaccatura sulla superficie semi trasparente.


È arrivata per caso, dalle mani gentili della persona che l’ha estratta dal mucchio colorato e spigoloso della bancarella. Mi aveva sentito dire che quella pietra mi piaceva tanto. Un’onda di calore rosa mi avvolge, mentre stringo la nuvola nel palmo. Le curve morbide mi accarezzano la pelle, combaciano col sorriso della mia amica Cora, davanti a me.


Non è la sorpresa che aspettavo. Ma lo scaffale ora è pieno, e io meno vuota.

 

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