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Oggettificazione del Maschio (A Cry For Help)

  • Immagine del redattore: tentativo2ls
    tentativo2ls
  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Ora che ci penso, nella vita ho scopato solo musicisti. Ragazza

alternative sulla ventina cerca ragioniere in praticantato, potrei scrivere

su una dating app per aspiranti della cultura fetish. Perché mi sa che

sono stata davvero fin troppo selettiva. È come cenare ogni sera con

una foglia di insalata e due gocce di limone (ehi, ma la forma fallica stiliz

zata ce la vedo solo io?).

Scopare solo con musicisti, però, ha i suoi vantaggi:

1. un chitarrista probabilmente può farti il tapping math rock velocissimo sul clitoride


2. se il musicista in questione fa metal, si scuoierà la sua attillatissima maschera da incel dopo il primo abbraccio, e ti sarà fedele per la vita come un cagnetto


3. i batteristi hanno molta forza nelle braccia per sollevarti e in chiodarti alla parete come un quadro: cinematico, deresponsabilizzante, comparabile al galleggiare a morto sospinta dalle onde del mare


4. se il musicista fa punk, ti proporrà un'ambigua anarchia relazionale, in cui il rispetto, la comunicazione, e la responsabilità del poliamore saranno sostituite da urla notturne al sapore di pastis e omertà funzionale (l'occasionale senso di schifo e di colpa può essere facilmente obnubilato dalla carica serotoninergica di una scopata nel fango durante una TAZ)


5. un cantante, tipicamente narcisista, trasformerà il coito in una performance degna di un sex tape e, sebbene non lo faccia tanto per appagare te, ma il suo ego, per proprietà transitiva ci guadagnerai anche tu


Ma ci sono anche alcuni svantaggi:


1. la complessità di perpetrare un tradimento o ghostare una situa tionship perché, persino al secret show harsh noise di una band con 2 ascoltatori mensili su Bandcamp, lui o un paio di conoscen ze in comune le incontrerai sicuramente – anzi, più le canzoni ras somigliano un'allucinazione ipnagogica causata dal quel vicino di dodici anni che si esercita col flauto dolce, più stai sicura che il poliamore diventerà strumento necessario a conservare tutte le amicizie faticosamente conquistate


2. il sottofondo musicale 24/7 anche quando, in after da anfetamine, vorresti solo trasferirti in un universo parallelo in cui la musica è illegale come nella pubblicità di X Factor che passavano in tv nel 2015


3. se il musicista fa glitch electro hyper tekno post deconstructed geometry dash, flirterà con te lasciandoti profondamente invali data, un po' alla Playlover Academy ma con i synth: non credo lo facciano apposta, forse è colpa delle droghe sintetiche; o delle mommy issue (I rapper esistono nell'intercapedine: c'è spesso quella terribile questione del patriarcato, ok, ma in fin dei conti quando non fanno free style sono piuttosto docili. Quasi dei Golden Retriver.)


Ora che ci penso, il vero problema è che ultimamente mi piaccio no più i musicisti che la musica; infatti un mio amico (shut up, I know the irony!) mi ha detto che sono fallocentrica. E, per quanto mi professi femminista intersezionale, per quanto sfotta gli uomini ogni qualvolta esercitino più o meno consciamente il mansplaining, la verità è che forse mi piace stare in silenzio. Perché quando parlo c'è sempre qualcuno che mi guarda di un male, che è come avessi una foglia verdastra di insalata fra i denti e quella foglia d'insalata stesse raccontando pateticamente le barzellette di Totti (ahó). Ebbbasta, non voglio essere giudicata. Come diceva quel meme? I do not wish to be perceived. Lo proclamava una bella donna anziana col rossetto, impassibile, mentre il tentacolo di un cracken la stritolava nel controsole. I musicisti parlano parlano parlano di pedali, jam, ep split, amicizia, YouTube, le tecniche di mixing del de funto Steve Albini, Thomann e Mercatino Musicale, il materialismo stori co; ed è come quando a un concerto tutt guardano il palco e tu devi solo ascoltare. Infatti, quando l'altra mattina mi sono svegliata con la lingua di un trombonista in bocca a forza, ho solo pensato: oh, starà cercando di togliermi dai denti quella foglia di insalata.



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