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Atti di democrazia

  • Immagine del redattore: tentativo2ls
    tentativo2ls
  • 19 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Gli atti di democrazia partecipativa sono ancora possibili? O esistono solo nei piccoli comuni di pochi abitanti, dove è più facile avvicinarsi alla giunta comunale, e quindi alle decisioni da prendere? Milano cerca di smentire questa credenza, da ormai tre anni, ergendosi a esempio, in Italia e in Europa, di un innovativo atto di cittadinanza collettiva: l’Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima.


Si parla da diversi anni, ma forse ancora troppo poco, dell’accordo di Parigi e degli obiettivi europei per contrastare il cambiamento climatico fissati per il 2030, che mirano principalmente a limitare l’aumento di temperatura a 1,5°C. Per riuscirci, è importante che ogni Stato aderente si impegni ad attuare misure concrete per arginare il riscaldamento: in questo scenario, Milano ha attuato il Piano Aria e Clima (PAC), concentrandosi soprattutto sulla qualità dell’aria, problema che grava sulla città e in generale sulla Pianura Padana ormai da decenni, contribuendo non solo ad aggravare la situazione climatica, ma anche la salute dei cittadini.


Milano ha scelto di chiedere ai cittadini un aiuto concreto, non solo con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria, ma anche di rendere la città più vivibile, più a misura di cittadino. Per questo, da tre anni, l’Assemblea riunisce 90 cittadini residenti estratti a sorte, proponendo un incontro mensile per un anno e concentrandosi sulla formulazione di raccomandazioni e proposte concrete per migliorare la qualità di vita della città. Alla fine, il Comune si impegna a leggere e considerare tutte le proposte, fornendo argomentazioni su quello che verrà attuato e su ciò che invece non è possibile fare.


Ogni anno il Comune stesso propone delle macro-tematiche su cui concentrarsi, in base agli obiettivi a lungo termine. Nell'assemblea del 2025, conclusasi a novembre, sono state formulate (e votate dai 2/3 dell'assemblea) 26 proposte, appartenenti a 4 macrocategorie: il decoro urbano (ovvero la gestione dei rifiuti in città), il ruolo delle imprese, il ruolo delle scuole (inteso come luoghi di quartiere in cui svolgere attività di cittadinanza) e la mobilità. Per quest’ultimo tema, il Comune ha fissato una direzione ben precisa da seguire, indicativa degli obiettivi dell’attuale giunta comunale: ridurre l’uso e il possesso dell’auto in città.


Quello che spesso sfugge quando si vive in contesti estesi e numerosi, e si vive lontano dalle decisioni politiche e cittadine, è il piano su larga scala, gli obiettivi a lungo termine e la visione d’insieme della giunta comunale. Se ci sembra che Milano stia diventando sempre più ostile nei confronti delle auto, è perché è così. La giunta diminuisce i parcheggi, perché preferisce dedicare quelle aree al verde, a parchi e ad aree gioco per bambini. Il Comune vuole restituire la città ai cittadini, vuole trasformarla in un luogo che sia vissuto prima dalle persone che dalle macchine. Ogni residente si direbbe d'accordo con il progetto, ambizioso quanto nobile, finché non si mette alla guida per attraversare la città e cercare parcheggio, non trovandolo. A quel punto pochi sarebbero entusiasti nel vedere che il loro parcheggio di fiducia (spesso abusivo, magari su un marciapiede di una via residenziale) è stato occupato da una nuova aiuola verde recintata.


L'Assemblea serve proprio a mitigare questa frustrazione, cercando soluzioni che siano pensate da coloro che quel problema lo vivono quotidianamente. Ha anche il ruolo fondamentale di diffondere ciò a cui punta il Comune, serve a spiegare a una piccola parte della comunità perché i parcheggi diminuiscono. E chiede aiuto affinché questo problema venga accolto come opportunità, o quanto meno accettato, magari cercando un'alternativa alla macchina, se non strettamente necessaria. I membri dell’Assemblea si sono quindi concentrati sul cercare delle proposte concrete per garantire gli spostamenti in città, concentrandosi sul miglioramento dei mezzi pubblici e sull’implementazione, intelligente e pensata, delle piste ciclabili. Alternative comode, alla portata di tutti, ma che forse richiedono anche un cambio di prospettiva, o una maggiore consapevolezza: dobbiamo sacrificare la nostra comodità per avere una città più vivibile per tutti, e soprattutto con un'aria più respirabile.


In generale, l'Assemblea risponde anche a un'altra esigenza cruciale, in cui il Comune è risultato, all'unanimità, molto carente: la comunicazione. I cittadini non sempre colgono le intenzioni, gli obiettivi e gli interessi della giunta comunale. Capire perché avvengono certe scelte, o ancora perché alcune cose non possono essere fatte, per quanto appaiano semplici, è importante per accettarne i disagi che ne conseguono.


Per capire cosa è possibile fare, o cosa ancora non è stato fatto, sono stati organizzati degli incontri di formazione con gli esperti dei diversi settori, per sapere anche come avviene la coordinazione tra Comune e servizi primari gestiti da terze parti, come AMSA (Azienda Milanese Servizi Ambientali) e ATM (Azienda Trasporti Milanesi) che rivestono un ruolo cruciale nel ruolo della gestione dei rifiuti e nel garantire un’alternativa alla mobilità privata.


Tramite il lavoro dei membri dell’Assemblea, è stato possibile conoscere anche piccole realtà, come la biblioteca degli oggetti Leila, da poco inaugurata nel quartiere Dergano, e chiedere al Comune un aiuto concreto per la promozione e la diffusione di questi progetti, utili a diffondere un atteggiamento virtuoso di economia circolare, mettendo a disposizione oggetti non di uso comune a favore della comunità. 


Ciò che resta dell’esperienza, in modo indelebile proprio perché occasione unica e rara, è l’atto democratico. Il deliberare, lo scegliere non solo per sé, ma per la comunità. Ciò che ci chiede l'assemblea è di essere cittadini, senza particolari abilità o meriti se non quello di vivere attivamente la città e sentirsene abbastanza parte da volerla cambiare in meglio, sempre tenendo conto dell'obiettivo più urgente: il contrasto al cambiamento climatico. L’Assemblea è il luogo giusto per portare avanti la propria esperienza, e le proprie esigenze, perché potrebbero essere le stesse di tanti altri che, come noi, vivono nel nostro quartiere e sentono gli stessi urgenti problemi. Alla luce della nostra esperienza, si decide insieme quali sono le proposte più necessarie, e si chiede, e alla fine si ottiene, un dialogo con il Comune, prezioso perché atto di ascolto raro.


L’Assemblea è un'esperienza fatta di persone estremamente diverse tra loro, per età, origini, pensieri, esigenze e ceto sociale. Questo variegato miscuglio di identità non solo è necessario, ma anche preteso, al fine di avere un campione più rappresentativo possibile. Alcune categorie sono più difficili da includere, come gli anziani e i disabili, o coloro che non hanno la cittadinanza italiana, né tantomeno la residenza.  Bisogna fare in modo che anche queste minoranze si sentano ugualmente rappresentate, per avere un vero e sincero atto di democrazia collettiva: la città è di tanti che la vivono, non solo di chi ci nasce e ci lavora. È necessario ascoltare tutte le voci che la popolano.



Fonti



 
 
 

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