Quando il futuro brillava di verde acqua
- tentativo2ls
- 22 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Nato a cavallo tra il primo e il secondo decennio del 2000, soppiantato successivamente dal minimalismo, il Frutiger Aero navigava tra paesaggi naturali e colori sgargianti, con uno sguardo ecologista verso il futuro. La sua attuale riesumazione è sintomo di un forte senso di nostalgia e di insofferenza verso la creatività contemporanea
Le mode di oggi sono quelle di ieri: il caso occhiali veloci
Come ogni moda che si rispetti, nulla si crea e tutto si riesuma, in barba alla creatività contemporanea. Da ormai circa 2 anni i Y2K glasses sono comparsi sul viso di chiunque. Si tratta di occhiali da sole dalla montatura in plastica e le lenti di forma ellittica: un paio facilmente ritrovabile in ogni negozio di ottica, ma anche in edicola, all’Autogrill, dai venditori ambulanti. Popolarissimi durante i primi anni 2000, sono tornati in auge nel secondo decennio del ventunesimo secolo: che si tratti di una corsa al risparmio o di un cambio di tendenza dato dalla nostalgia, le opzioni rimangono tutte sul tavolo. La giornalista di Marie Claire Diemma Childs associa la riesumazione degli “occhiali veloci” ad una volontà di uscire dalla gabbia del minimalismo e dell’autocrazia delle forme geometriche, preferendo invece forme più sinuose e tondeggianti.
Lo stile Y2K, gli anni 2000 e l’arrivo di un web alla portata di tutti
Y2K corrisponde a una sigla che fa riferimento al Millennium Bug (Y2K bug), arrivato successivamente a identificare sul web una corrente estetica in grado di ripescare stili e mode riguardanti abbigliamento, musica, strumenti tecnologici e atmosfere risalenti ai primi anni del nuovo millennio. In particolare, l’approdo di nuovi pc e dei relativi sistemi operativi, come l’iMac G3 (1998-2003) e Mac OS X Jaguar, hanno permesso la diffusione di uno stile grafico caratterizzato da immagini colorate, nitide, incredibilmente dettagliate e luminose. Negli anni successivi, ad accelerare questa tendenza si deve richiamare il ruolo fondamentale dei videogiochi e del perfezionamento continuo della cgi, oltre alla sostituzione dei vecchi televisori catodici con più moderni schermi al plasma e a cristalli liquidi, così come l’inesorabile esplosione del web 2.0 e della connessione Internet alla portata di tutti. Una serie di elementi che ha contribuito alla creazione di uno stile che, dal 2004 al 2013, è riuscito ad attirare l’attenzione ed essere sfruttato dalle multinazionali, per poi cadere nel dimenticatoio: il Frutiger Aero.
Il Frutiger Aero: ascesa, caratteristiche e inesorabile declino
Denominato in questo modo nel 2017 da Sofi Lee – membro del Consumer Aesthetics Research Institute – il Frutiger Aero ha avuto un impatto quasi monopolistico per circa 9 anni sul design delle interfacce di ogni prodotto digitale. Gli elementi caratterizzanti derivano dall’estetica Y2K e da una sua successiva digitalizzazione; se con il Y2K potevamo toccare e osservare nella realtà oggetti tondeggianti, colorati e associati al mondo tecnologico, con il Frutiger Aero questi stessi elementi vengono rappresentati negli sfondi, negli screensaver, nei sistemi operativi dei pc (Windows Vista, Windows 7), nei menu principali delle console più celebri della decade (PS3, Xbox 360, Nintendo Wii) e nelle interfacce degli stessi videogiochi dell’epoca (Mirror’s Edge, Super Mario Sunshine, Sonic Heroes…). Inoltre, quest’eredità rese il Frutiger Aero fondamentale anche per l’ideazione e la realizzazione delle interfacce dei primi smartphone (Samsung Galaxy S3, LG Optimus G e i primissimi Windows Phone). I capisaldi di quest’estetica si concentrano su forma e colore di ogni elemento: dominano lo sguardo dello spettatore il verde chiaro, l’azzurro e l’arancione, campeggiano ovunque luoghi come spiagge, oceani, palme, prati infiniti, irradiati dalla più intensa delle luci solari, ma anche pesci, coralli, profondità marine, ogni elemento che possa stupire lo spettatore per quanto nitido, perfetto e colorato appaia il virtuale in competizione con il reale. La natura diventa centrale, trasmettendo allo spettatore un senso di pace ed esotismo. Tuttavia, dopo il raggiungimento dell’apice di popolarità tra il 2007 e il 2013, il Frutiger Aero iniziò a conoscere una profonda crisi: il flat design iniziò a imporsi sulle interfacce di ogni prodotto elettronico, in particolare con il rilascio di Windows 8, di iOS 7 e il fallimento di Wii U, mentre il tramonto quasi-definitivo si avrà nel 2017 con l’emergere e l’esplosione del corporate memphis.
Noia, nostalgia e nuove speranze: il ritorno del Frutiger Aero sotto nuove spoglie
Internet insegna che la continua reiterazione di un modello – se imposto dall’alto – provoca fastidio negli utenti, che volgendo lo sguardo altrove cercano in tutti i modi di reperire qualcosa di nuovo. Ma dato che nulla si crea dal nulla e tutto si ricicla, il Frutiger Aero è rinsavito nel 2022 sui social media sotto il nome di Neo-Aero.
Le cause di questa rinascita sono molteplici. La prima e forse più importante riguarda una costante insofferenza nei confronti dell’estetica minimalista e in particolare del corporate memphis, descritto da molti utenti come uno stile piatto, impersonale, minimalista fino alla nausea e incapace di far emergere il vero lato creativo di designer e grafici, oltre ad essere onnipresente sul posto di lavoro e all’interno delle dinamiche di marketing della società capitalista. Su r/DigitalArt l’utente TheAgedIron afferma di aver finito per odiare il corporate memphis poiché talmente standarizzato che chiunque – non solo professionisti del settore – sarebbe in grado di replicarlo, eclissando così il senso di sfida e la messa in pratica delle proprie abilità grafiche, mentre la blogger Natalie Fear ne ha preannunciato l’estinzione descrivendola come un’estetica incapace di rappresentare l’identità di un brand, usato da chiunque e senza alcun tipo di riferimento che non sia lo stile stesso per sé stesso.
Un secondo elemento preponderante – oltre all’immancabile senso di nostalgia – è quello dell’ecologismo: centrale per il Frutiger Aero è il tema della natura, dove flora e fauna dominano ogni angolo dello schermo e talvolta vengono anche rappresentate assieme a città futuristiche, dove nessuna delle due domina l’altra. Questa sotto-categoria, definita Frutiger Eco, trasmette un senso di speranza per il futuro, dove l’utopia di metropoli a impatto zero, climaticamente sostenibili e altamente tecnologiche è centrale nelle rappresentazioni. L’illusione di un futuro che nel lontano 2010 sembrava raggiungibile, ma per cui ancora oggi non sembra volgere nella direzione sperata.
Fonti
Why I'm glad the Corporate Memphis art style is dead | Creative Bloq

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