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Intervista a Nodes

  • Immagine del redattore: tentativo2ls
    tentativo2ls
  • 22 mar 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 31 mar 2025

  1. Com’è nata l’idea del binomio neuroscienze e arte? In qualche modo può aiutare le persone a comprendere meglio il contesto in cui viviamo (esempio del concetto di “levigatezza” e di giudizio estetico “falsamente” disinteressato)


Nodes è una rivista d’arte con un approccio interdisciplinare. Le neuroscienze, sono state fin da subito un territorio fertile per dare supporto a una visione che vede la creazione e l’esperienza estetica nel campo artistico come una delle più importanti e misteriose attività umane. Le neuroscienze contemporanee offrono strumenti metodologici, teorici e tecnologici all’avanguardia per comprendere in manera sempre più approfindita i meccanismi alla base della nostra percezione e dell’interazione umana con il mondo. Per questo motivo le neuroscienze, insieme anche ad altre discipline, come ad esempio la filosofia e le digital humanities, possono dare un importante supporto alla ricerca artistica contemporanea.


  1. Quanto e come si può invertire il processo di contenuti effimeri, come si può andare oltre alla strategia della facile comprensione? È forse meglio scegliere di trattare certi temi fuori dai social? Voi come realtà come decidete di bilanciare complessità ed efficacia comunicativa?


Ognuno deve fare la propria parte e per cambiare le cose non si può guardare ai fenomeni con snobismo, da fuori o dall’alto. Bisogna entrare nei fenomeni, utilizzare i dispositivi e gli strumenti di comunicazione in maniera critica o, più semplicemente, nella maniera più adeguata ai nostri scopi. Poi non si tratta di scegliere di trattare “certi temi” fuori dai social ma comprendere il linguaggio e cercare di rendere ciò che fai adeguato ai tuoi scopi in quello specifico spazio o piattaforma che sia.


  1. Come realtà editoriale quali sfide vi preoccupano maggiormente? L’ambiente dell’editoria indipendente è in crescita? C’è sostegno reciproco fra le realtà?


Il mondo dell’editoria indipendente si confronta ogni giorno con la sostenibilità. Se decidi di produrre edizioni di qualità in piccole o medie tirature non puoi certamente competere con il mondo dell’editoria e, soprattutto, con la distribuzione mainstream che pretende, nel migliore dei casi, il 60% del prezzo di copertina.

Siamo arrivati a dei meccanismi folli in cui il mercato sta abbassando la qualità dei prodotti editoriali e, soprattutto, della proposta culturale. Dobbiamo dire, però, che è sempre di più evidente una crescita delle produzioni indipendenti e della piccola e media editoria su carta, una resistenza promettente e che fa emergere quanto ancora è importante per nutrite fette di pubblico, l’approfondimento, lo sguardo interdisciplinare, l’approccio sperimentale, le proposte che vanno oltre le richieste di un mercato sempre più standardizzato.

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