Her Rise
- tentativo2ls
- 11 mag 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Her Rise è un collettivo femminile nato agli inizi del 2025, dedicato a fornire un’informazione indipendente, finalizzata ad analizzare il ruolo dell’Italia nelle politiche europee, cercando anche di fornire analisi fruibili a tutti e capaci di anticipare determinati trend politici, soprattutto nel contesto europeo. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare la loro redazione, concentrandoci sui i loro obiettivi e cercando di estrapolare una riflessione sulla qualità dell’informazione in Italia, e sulle donne nei ruoli di potere, tema affrontato tramite la figura della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ripreso in diversi articoli del collettivo.
Se volete approfondire, leggere gli articoli o sostenere il progetto, vi lasciamo il link del loro sito: https://www.herrisezine.com/
Quali sono gli obiettivi principali del vostro collettivo? Su quali temi avete intenzione di concentrarvi di più e perché?
L'obiettivo principale di Her Rise è sintetizzare le politiche italiane recenti e confrontarle con il contesto europeo per fornire un'analisi alternativa a quelle attualmente disponibili, ampliando il dibattito su temi spesso marginalizzati. Abbiamo iniziato perchè sentivamo la mancanza di una voce femminile, e ancora di più, di un'analisi femminista intersezionale. Per questo motivo, i nostri articoli mettono al centro della narrazione le problematiche di sviluppo sulle quali l’Italia, in confronto ad altri paesi UE, arranca, come la parità di genere, il miglioramento del sistema scolastico e sanitario, e il rispetto dei diritti umani. Crediamo che questi siano fattori chiave per il progresso del paese e per la sua prosperità socio-economica. I nostri articoli esplicitano al meglio questo rapporto di causa-effetto, attraverso ricerca rigorosa e analisi critica che non si limita a elaborare quello che succede, ma anche a predirre trend in maniera attendibile.
Che cosa vi ha spinto a unirvi e a creare un collettivo?
Pur sentendo una profonda connessione con l’Italia, tutte e dodici abbiamo avvertito, o continuiamo ad avvertire, un forte desiderio di lasciarla. È per questo che ad oggi il collettivo è composto da quattro ragazze in Italia, cinque nel Regno Unito, una in Svezia, una in Svizzera e una in Cina. Le elezioni del 2022, e il susseguirsi di decisioni governative sempre più retrograde e allarmanti, ci hanno spinte ad unirci in un progetto che ci permettesse di esprimerci, anche se a distanza. Ripensandoci ora, Her Rise è nato come un modo per non sentirci sopraffatte dagli eventi, ma si è trasformato in, ed è effettivamente tuttora, un canale per rimanere aggiornate, connesse e vigili su ciò che accade in Italia. In un contesto politico in cui il governo occulta attivamente le notizie, abbiamo sentito il bisogno di amplificare quegli eventi e quelle dinamiche che troppo spesso restano nell’ombra, sia a livello nazionale che internazionale.
A chi vi ispirate principalmente nello stile giornalistico e di raccolta delle informazioni? Che impronta volete dare alle vostre pubblicazioni?
Sebbene non ci rifacciamo a fonti d’ispirazione precise, condividiamo una visione chiara degli standard e dell’impronta che vogliamo dare alla nostra pubblicazione: rigore nella ricerca, analisi critica, affidabilità delle fonti e dei dati, con uno stile che favorisca la fruizione a tutti i livelli di competenza, pur mantenendo toni seri e rispettosi, anche nelle osservazioni più critiche. L’obiettivo è quello di produrre analisi solide ma accessibili, capaci di anticipare i trend politici a livello europeo, cogliendo segnali deboli, dinamiche emergenti e interconnessioni tra contesti nazionali, per offrire una lettura lucida e tempestiva dei processi politici in atto. Quanto al formato, la nostra formazione accademica in paesi diversi è una ricchezza che abbiamo scelto di valorizzare: ciascuna di noi contribuisce con una prospettiva unica, dando vita a una narrazione eterogenea che riflette la pluralità di voci e sensibilità del nostro gruppo.
Qual è la vostra opinione riguardo alla fruizione di informazioni in Italia? Specialmente per temi complessi come la politica estera, ritenete sia facile ricavare informazioni e soprattutto comprendere dinamiche complesse con gli strumenti normalmente a disposizione?
Il panorama informativo italiano è purtroppo spesso attraversato da fenomeni di disinformazione e censura, tra fake news che circolano rapidamente e dichiarazioni pubbliche inaccurate, elargite anche da parte di figure istituzionali, come la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In questo contesto, comprendere e farsi un’opinione su temi complessi come la politica estera non è affatto semplice, soprattutto considerando i limiti di accessibilità, approfondimento e pluralità che caratterizzano buona parte dell’informazione mainstream. Tuttavia, viviamo in un’epoca in cui l’accesso a contenuti e fonti, anche internazionali, non è mai stato così immediato e ampio. Proprio per questo incoraggiamo chi legge a esplorare piattaforme più varie e indipendenti, come Her Rise, che offrono chiavi di lettura alternative e strumenti per orientarsi con maggiore consapevolezza nelle dinamiche globali.
In quanto collettivo femminile, quale potrebbe essere il ruolo dei temi cardine del femminismo nella narrazione delle notizie? Avete intenzione di strumentalizzare determinate notizie per sensibilizzare su alcune tematiche?
Per prima cosa diremmo che non si tratta di strumentalizzare, ma di far emergere le voci femminili e le problematiche di genere come parte integrante del dibattito pubblico. Come collettivo femminile, crediamo che la critica femminista, ovvero una critica che metta in luce le disparità e discriminazioni di genere, debba essere centrale nella narrazione e nell’analisi politica, soprattutto in un paese quale l’Italia, tuttora ancorato al sistema patriarcale. Questo, è alla base di temi cruciali come la parità salariale, la violenza di genere e la rappresentanza politica. Come discusso sopra, sensibilizzare su queste tematiche è per noi essenziale nella promozione dello sviluppo economico e sociale dell’Italia.
Nei vostri primi articoli c’è una forte presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: qual è la vostra opinione sul ruolo di una donna in una posizione di potere in Italia? Ritenete che Meloni possa effettivamente portare un cambiamento o riconoscete in lei un’occasione persa per portare avanti battaglie sociali importanti?
La prossima pubblicazione tratterà proprio delle donne in posizioni di potere in Italia, quindi questa domanda non potrebbe essere più topica. C’è davvero tanto da dire a riguardo, ma in linea di massima siamo tutte d’accordo nell’affermare che si tratta di una grande occasione sprecata. Sebbene Meloni rappresenti, su scala universale, una forma di progresso nel riconoscere il ruolo delle donne nelle istituzioni di potere, guardando agli ultimi due anni e mezzo, è possibile osservare come stia esercitando il suo potere seguendo schemi patriarcali consolidati. Questa è un’ironia che potrebbe sembrare paradossale, ma che dimostra come la sua figura non rappresenti una vera rottura con le strutture di potere tradizionali, ma piuttosto una continuità, anche nei comportamenti e nelle politiche. Questa dinamica invia inoltre segnali errati e pericolosi, in cui una donna al potere non si distingue per una visione inclusiva o per la promozione di politiche che sfidano le disuguaglianze di genere, ma al contrario perpetua modelli di leadership autoritari e conservatori. È un trend che, se non contrastato, potrebbe avere conseguenze preoccupanti, a livello sia nazionale che internazionale. La vera opportunità per le donne al potere non è tanto occupare una posizione, quanto usarla per cambiare effettivamente le regole del gioco e costruire una società più equa.
Come si può sostenere il vostro progetto? Chi può partecipare?
Al momento il team è stabile, composto da undici autrici e una grafica, ma non escludiamo la possibilità di ampliarlo in futuro. Sostenerci, però, è semplice: il nostro obiettivo è stimolare un dibattito informato, quindi anche solo leggere, dare feedback e condividere i nostri contenuti è già un modo concreto per darci forza e farci capire che il lavoro che facciamo sta generando l’impatto che desideriamo. Un appello importante che vogliamo fare è rivolto al pubblico maschile: sebbene la nostra sia una critica femminile, il nostro target non è ristretto alle donne. Al contrario, c’è un bisogno reale e urgente di alleati che scelgano di usare il proprio privilegio per amplificare le nostre voci, così come noi, a nostra volta, cerchiamo di farlo per chi ha meno spazio e rappresentanza.

Commenti